Nora Seconda

 

 

 

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“Drammaturgia Pugliese del Novecento – Fra le due guerre”

a cura di Lino De Venuto

 

Lettura Scenica

NORA SECONDA

di

Cesare Giulio Viola

con

Cecilia Ranieri, Giambattista De Luca, Lino De Venuto, Caterina Rubini.

Coordinamento Artistico

Lino De Venuto

 

L’Eccezione – Bari

5 Marzo 2016

 

Da Casa Di Bambola

TORVALD: Capisco. Siamo divisi da un abisso. Ma non potremmo, insieme…

NORA: Guardami come sono: non posso essere tua moglie.

TORVALD: Ma io ho la forza di diventare un altro.

NORA: Forse, quando non avrai più la tua bambola. »

In Casa di Bambola di Ibsen (scritto ad Amalfi nel 1879) la “scandalosa” Nora Helmer, (in qualche modo antesignana del movimento di emancipazione femminile), lascia suo marito Torvald e i suoi tre figli in Stoccolma e fugge in cerca di libertà, della sua vera identità, per riflettere sulla realtà col “mio cervello”.
Dove è andata Nora Helmer dopo che le sue illusioni sono state tradite e le sue certezze infrante? Come vive? Che vita conduce? Ha mai ripensato sul suo gesto all’epoca così fortemente trasgressivo?

Ce lo racconta Cesare Giulio Viola nel suo testo “Nora Seconda” (1954).

Con Giambattista De LucaLino De VenutoCecilia RanieriCaterina Rubini.

Chi è Cesare Giulio Viola? (Taranto, 26 novembre 1886 – Positano, 3 ottobre 1958)
Figlio dell’archeologo Luigi Viola si laureò in giurisprudenza, e combatté nella prima guerra mondiale. Si trasferì a Roma dove fu critico teatrale di vari giornali e dal 1926 al 1931 caporedattore della rivista Nuova Antologia . Si dedica alla scrittura e al teatro e compone oltre 30 commedie, che vengono rappresentate dalle più importanti compagnie teatrali dell’epoca. Negli anni trenta inizia a collaborare con il mondo del cinema scrivendo alcune sceneggiature. Ebbe un ruolo di spicco nel sindacato fascista autori e scrittori. Nel 1937 la censura fascista respinse la sua commedia Giappone. Negli anni quaranta collabora con Vittorio De Sica scrivendo nel 1943 la sceneggiatura e il soggetto di I bambini ci guardano tratto da uno dei suoi romanzi Pricò e nel 1946 scrive con De Sica e Zavattini la sceneggiatura e il soggetto di Sciuscià. Per quest’ultimo lavoro con Sergio Amidei, Adolfo Franci e Cesare Zavattini, concorrerà all’Oscar alla migliore sceneggiatura originale nel 1948. Il Viola ebbe una breve esperienza politica, si candidò ma non fu eletto nel 1952, nelle liste del Partito Liberale Italiano per il collegio di Taranto il suo slogan fu: Al Parlamento della Repubblica Cesare Giulio Viola il più tarantino dei candidati. Nelle elezioni comunali di Pulsano ottenne un bel successo elettorale.

RASSEGNA STAMPA