Io sono il mare

io sono il mare“ IO SONO IL MARE ”
di STEFANO MASSINI
Per gentile concessione di Pupi e Fresedde
Teatro di Rifredi – Firenze
Produzione: Codicearte – Bari
Regia: LINO DE VENUTO (Attore)
Personaggio: Padre Gallagher
2005

 

 

L’allestimento affronta uno dei temi più scottanti della nostra attualità: la Pena di Morte. E lo affronta portando in scena una storia vera, quella di Rocco Derek Barnabei, un italo-americano di trentatrè anni, giustiziato in Virginia il 14 settembre del 2000, con l’accusa di aver stuprato e ucciso la sua fidanzata, Sarah Wisnosky, una ragazza di diciassette anni. Prima della esecuzione, avvenuta attraverso una triplice iniezione letale, il caso Barnabei era stato seguito in Europa con crescente interesse, non solo dagli oppositori più convinti della pena capitale, ma anche da un esteso movimento di opinione pubblica per la superficialità con cui erano state condotte le indagini e le vicende processuali. Dai risvolti inquietanti di quella storia, dal diario di Barnabei, dai suoi disegni, dalle sue poesie, Stefano Massini ha elaborato una drammaturgia di alto valore etico: una scrittura, intellettualmente onesta, che affida la propria analisi alla dialettica, anche la più spietata, alla forza espressiva delle parole e al potere evocativo delle immagini. L’azione teatrale si svolge all’alba del 15 settembre, all’indomani dell’esecuzione, in un’asfittica stanza del Braccio della Morte di Greensville, a Jarrat, Virginia (Usa). Nel gelido squallore di questo luogo, si incontrano il cappellano Padre Jim Gallagher, in profonda crisi con la società e con se stesso e il secondino Tenente Frank Houdson, fiero sostenitore della pena di morte e della sua necessità sociale: lo scopo di questo incontro è quello di compiere l’estrema procedura, la raccolta e la consegna ai familiari degli oggetti del condannato, ovvero l’archiviazione della vita di un uomo (Pratica Barnabei n. 227108). Tra i due personaggi, reali e credibilmente ancora in vita, si snoda un dialogo serrato e intenso nel quale non vi sono vincitori e vinti. La rappresentazione, dai contenuti forti, che narra il dramma personale di Barnabei e nel contempo lo trascende, coinvolge lo spettatore nel “mare” di emozioni, riflessioni e immagini, e lo sospinge nel ring delle dispute e delle responsabilità individuali e collettive.

Lino De Venuto

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