Il Vangelo secondo Giuda

IlVangeloDiGiuda” IL VANGELO SECONDO GIUDA ”
di TEODOSIO SALUZZI
Produzione: Nuova Ribalta – Bari
Regia: LINO DE VENUTO (Attore)
Personaggio: Giuda Iscariota
2012

 

 

 

 

Il drammaturgo Teodosio Saluzzi, dopo aver condotto sull’argomento una lunga ricerca, scrive per il teatro “Il Vangelo secondo Giuda”, nel quale l’Iscariota non sarebbe più l’esecutore del “sommo delitto”. Attenti, dice l’autore, le cose potrebbero essere andate diversamente e ribalta la storia del personaggio: Giuda sarebbe stato, il condizionale è d’obbligo, il discepolo preferito da Gesù, l’unico in grado di intuire il significato profondo delle sue parole, il solo in possesso della “scintilla divina” e pertanto in grado di portare a termine una “ardua missione”. In definitiva, come sostenuto anche da diversi testi gnostici e da altri non pochi studiosi, Gesù attraverso Giuda, si sarebbe sbarazzato della sua carne e solo così avrebbe potuto liberare il vero Cristo, l’essere interiore divino. E il povero Giuda nulla avrebbe potuto: era già tutto scritto! Però, se era già tutto scritto e quindi deciso da Gesù e dal Padre suo, non si può parlare di tradimento e in ogni caso il traditore non sarebbe Giuda. Per i più scettici la storia del Nazareno e di Giuda è ancora avvolta nel mistero, il passaggio del Getsemani e dello storico bacio appare troppo costruito e poco credibile: quel che è certo è che la sorte peggiore è toccata proprio a Giuda, da sempre considerato l’archetipo della figura dell’ebreo sul quale si sono scagliati la rabbia e l’antisemitismo di secoli.

Al di là delle questioni puramente teologiche, resta il fatto che Saluzzi, inorgoglito di essere arrivato Finalista alla XXIX Edizione Premio di Firenze – 2011, desidera legittimamente che un cast di attori allestisca la sua storia: però il momento è difficile, il teatro se la passa proprio male, le associazioni non hanno più alcun sostegno economico. Ma la proposta è interessante, l’idea della messa in scena è intrigante, il dramma umano di Giuda comunque avvincente: si estrae il copione dal cassetto, ci si chiama a raccolta e si decide “stoicamente” di dare corso a quest’avventura. Inizia il brainstorming. Dunque, vediamo: il testo è ben strutturato e documentato anche se ha una impostazione “classica”, che non è una parolaccia, vuol dire semplicemente che gli avvenimenti sono in qualche modo datati, indissolubilmente legati a quel periodo, i personaggi coinvolti sono quelli della tradizione storica e il rischio di montare l’ennesima sacra rappresentazione, sia pure con qualche novità, è alto.

E se nella ricostruzione della storia del Nazareno e di Giuda, passato e presente, in qualche modo, s’intrecciassero? Il brainstorming prosegue. Chissà, staremo a vedere!

Lino De Venuto

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