Hélène. Variazioni da un enigma

Hélène – Variazioni da un enigma 
Produzione:
Compagnia Teatrale “Tiberio Fiorilli”
Con:
LINO DE VENUTO e LEO LESTINGI
Personaggio: Znorko
Traduzione, adattamento e regia :
LEO LESTINGI

Lo spettacolo è ispirato ad un famoso racconto di Éric-Emmanuel Schmitt (St. Foy Les Lyon, 1960), uno dei più originali autori europei, vincitore, fra l’altro, del prestigioso premio “Molière” nel 1994. Quest’opera fa riferimento a Enigma Variations, composizione del musicista inglese Edward Elgar (1857-1937), che consiste in quattordici variazioni su una melodia che sembra impossibile individuare e su cui sono state fatte molte ipotesi. A Elgar piace l’arcano, e dunque gioca sul tema senza ricorrere a classiche citazioni, e accendendo la composizione di timbri e colori orchestrali, ponendosi in rapporto soprattutto emozionale con la melodia originaria: una melodia accennata, nascosta e inafferrabile come il sorriso della donna sognata.

Sulla doppia fascinazione della musica di Elgar e di una donna – entrata in modo diverso, ma ugualmente incisivo, nella vita di due uomini – si regge il lavoro di Schmitt rivisitato e rielaborato da Lestingi, fra commedia e tragedia: un thriller dei sentimenti con drammatici colpi di scena, mai prevedibile, in cui l’ironia più tagliente trascolora in commozione, la tenerezza in folle crudeltà. E’ la storia del confronto disperato fra due uomini, Abel Znorko – misantropo, Nobel per la letteratura che si è ritirato a vivere da eremita (ma conserva un intenso rapporto epistolare con la donna amata) – e Erik Larsen, giornalista cui lo scrittore concede un’intervista. Procedendo per agnizioni e rivelazioni, l’incontro si trasforma in un affannoso e coinvolgente disvelamento di verità taciute.

Il lavoro, in un allestimento semplice e sobrio, si regge sostanzialmente sulla resa scenica e interpretativa di due attori maturi e sensibili per cultura ed esperienza, ben noti al pubblico del “Duse” (e non solo), come Lino De Venuto e Leo Lestingi, che hanno già in passato collaborato insieme (Ne Il Vangelo secondo Giuda di Teo Saluzzi e in Pilato e Nicodemo. Un dialogo di Massimo Cacciari, ad esempio). Interpreti che, pur nella diversità delle loro esperienze e della loro formazione, hanno sempre promosso e ricercato, nell’ambizioso confronto artistico, un senso “alto” dell’animazione e dell’impegno culturali, e dell’umile servizio ad una dimensione teatrale capace di tornare ad essere un “luogo” autentico dove si dibattono e si agitano le domande fondamentali dell’uomo.

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Articolo su Gazzetta Meridionale – 09/06/2018